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L'area esaminata risulta essere caratterizzata da
formazioni carbonatiche (biancone, rosso ammonitico, calcari grigi)
in cui si evidenziano intensi ed estesi fenomeni carsici.
Le escavazioni mettono in evidenza, sia sulle pareti che sui piani
di cava, le caratteristiche peculiari di questo tipo di
carsificazione.
Questa zona e quella immediatamente sottostante vengono definite con
il nome di Epicarso. Questi orizzonti superficiali formano un
ambiente particolare per le proprietà idrauliche che li
caratterizzano e sono in grado di accumulare ingenti volumi di
acqua.
La zona sottostante quella epicarsica è caratterizzata da "blocchi"
rocciosi separati da condotti anche di notevoli dimensioni, che sono
l'ossatura del drenaggio profondo di tutto l'Altipiano dei Sette
Comuni.
Nella genesi dell'Epicarso svolgono un ruolo determinante i processi
di condensazione dell'acqua presente nell'aria circolante nel
massiccio calcareo.
«Alcuni studi (A. Klimchouk, 1995) hanno dimostrato che la ricarica
di acqua dovuta a processi di condensazione può essere significativa
sia nel bilancio totale dell'acqua di un sistema carsico sia sulla
speleogenesi. ...», «... La ricarica dovuta a condensazione è attiva
prevalentemente durante la stagione calda, in questo periodo nel
massiccio carsico prevale l'afflusso di aria esterna ...».
L'aria calda raffreddandosi condensa sulle pareti delle fratture
l'acqua, che, portando in soluzione il calcare, le allarga.
Nei periodi freddi, essendo le cavità più calde dell'ambiente
esterno, l'aria circola in senso opposto, tende a salire ed arrivata
nella zona "epicarsica", più fredda, condensa l'acqua sulle pareti
dei pozzi.
Con questo meccanismo i pozzi, posti alla base della zona epicarsica,
si sviluppano verso l'alto. Proprio per questo motivo nei fronti di
cava si possono trovare strutture carsiche, apparentemente non
collegate con l'esterno, che non raggiungono la superficie del
suolo. |
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È interessante evidenziare come si articoli lo
sviluppo di cavità annesso alle vie di scolo della zona in esame:
A. dal punto focale del flusso epicarsico
inizia una corrosione localizzata ad alcuni metri sotto la
superficie;
B. da questo punto prende il via
un intenso allargamento della frattura maggiore si forma così un
pozzo che non ha in genere un'entrata dalla superficie;
C. l'aumento
progressivo del diametro del pozzo e l'isolamento di massi sulla
volta si evolvono generalmente in un crollo ed in alcuni casi in
un'apertura esterna;
D. crolli successivi portano alla formazione delle cosiddette
"doline di crollo".
Modello di sviluppo di un pozzo alla base della zona epicarsica
associato a forme superficiali:
A) Stadio iniziale.
B) Pozzo allo stadio "incognito.
C) Stadio di collasso.
D) Formazione di doline di crollo.
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