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Dott. M. CELI - Federazione
Speleologica Veneta, Commissione Scientifica
Università degli Studi di Padova. Dipartimento di Geografia. Via del
Santo. 26
PADOVA
3.4. L'Altopiano dei 7 Comuni ed il suo attuale stato di salute
Su una superficie al di sopra dei 500
m slm insistono circa 21.000 abitanti residenti ai quali si
aggiungono durante i periodo di ferie almeno 60.000 villeggianti, e
tutti gli escursionisti del week-end e le infrastrutture sono quasi
dei tutto insufficienti. Non esiste un sistema fognario e di acque
reflue con depuratori funzionali salvo alcuni casi. Asiago, il paese
con maggior numero di abitanti e turisti, scarica tutte le acque
reflue nel torrente Ghelpach che termina direttamente su un laghetto
a fondo perduto.
Gli allevamenti, pur con incidenza minore rispetto per esempio ai
Monti Lessini, non presentano nella maggior parte dei casi un
sistema di
contenimento e depurazione dei liquami.
Aggrava la situazione il fatto che parte dell'acqua delle sorgenti
dell'Oliero viene pompata in Altopiano creando così un sistema di
riciclo che si arricchisce in sostanze inquinanti ogni volta che il
ciclo si ripete.
Numerose sono le discariche abusive in inghiottitoi e grotte.
La stessa discarica in Val di Nos, che poggia su un deposito
morenico, non può essere considerata isolata per le caratteristiche descritte in precedenza del substrato
morenico. Inoltre i percolati, quasi mai rilevati, permangono per
lungo tempo nell'area e i momenti di piogge
abbondanti e scioglimento delle
nevi la tracimazione verso aree altamente permeabili è abbondante.
Ciò determina ondate di inquinamento batterico "alle stelle" nelle
sorgenti di fondovalle. Le amministrazioni preposte dovrebbero
quindi preoccuparsi di bonificare questa discarica prima di creare altre
possibili fonti.
Si vuole inoltre ricordare il caso della grotta Enne 1 situata tra
Foza ed Enego. In questa cavità sono stati scaricati abusivamente
quintali di rifiuti speciali ospedalieri.
Nonostante le pressioni fatte agli organi competenti la maggior
parte dei rifiuti non è stata recuperata ed anzi è stata sigillata
la cavità con un tappo di cemento. Questa è una cavità con
abbondante scorrimento d'acqua e le analisi fatte sulle piccole
sorgenti della zona al momento
della scoperta (circa due anni fa), e mai più ripetute, hanno messo
in
evidenza un inquinamento batterico
elevatissimo. Ben si adatta a questa situazione la frase già in
precedenza citata di Chiesi; si spera forse che una volta messo il
tappo in cemento di quei rifiuti non ce ne dovremo più occupare? La
quasi totale scomparsa della popolazione di Niphargus (piccoli
crostacei di grotta acquatici, filtratori, ottimi bioindicatori
ambientali e importante elemento nella depurazione delle acque)
presente nelle acque della piccola sorgente Fontanazzi di Valgadena
e forse solo la punta dell'iceberg; chi è in grado di calcolare
quanto tempo sarà necessario perché tutti i sacchetti in plastica si aprano cedendo alle acque il
loro contenuto? e quale sarà il tempo di
recupero dell'acquifero? l'ecosistema delle cavità e delle sorgenti
tornerà mai lo stesso o sarà irrimediabilmente danneggiato? Non si
tratta né di fatalismo né dì eccessiva tragicità, ma semplicemente
della presa di coscienza di un ulteriore fonte di inquinamento che
già grava sulla risorsa acqua.
La carta dell'impatto sull'Altopiano
per l'arca di Asiago) può poi in modo riassuntivo dare un quadro di insieme delle condizioni attuali
del sistema.
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