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Dott. M. CELI - Federazione
Speleologica Veneta, Commissione Scientifica
Università degli Studi di Padova. Dipartimento di Geografia. Via del
Santo. 26
PADOVA
3.5. Qualità delle acque delle sorgenti dell'Oliero e del Subiolo
Il problema maggiore riguarda l'inquinamento batterico, per i dati
esatti (anche se molto limitati) basta
consultare le USL di competenza. Si osserverà che esiste una
variabilità nel carico batterico legata sia alle
condizioni meteorologiche, sia ai
vari periodi dell'anno, che spesso è al di fuori dei limiti previsti
dalla legge.
Per quanto riguarda i parametri chimici invece la situazione è
decisamente migliore. Una ricerca condotta proprio in questo ultimo
anno, con prelievi delle acque settimanali, ha evidenziato che i
parametri sono nella maggior parte dei casi, a volte anche
abbondantemente, al di sotto dei valori guida previsti per le acque
ad uso potabile. Solo in alcuni casi cromo, cadmio e mercurio sono
al limite o leggermente superiori a tali
valori. I parametri analizzati sono
stati: ammoniaca, nitriti. nitrati, solfati, fosfati, cloruri,
tensioattivi anionici, silice, calcio, magnesio, sodio. potassio,
zinco,cadmio, cromo, mercurio, piombo, rame.
Dal punto di vista chimico si tratta di acque fondamentalmente di
buona qualità anche se confrontandole con le acque delle sorgenti
che fanno capo al Massiccio del Grappa, esempio Fontanazzi Cìsmon
presentano livelli di vari parametri (nitrati. fosfati, cloruri,
nitriti, ammoniaca e alcuni metalli pesanti) sicuramente maggiori.
Si tratta quindi di acque buone, ma che è
possibile migliorare con opportuni interventi a livello di arca di
alimentazione, esempio: sistemi di drenaggio e depuratori fognari e
recupero delle acque di scarico e dei liquami, rimozione dei rifiuti
su discariche abusive, infrastrutture adeguate anche al numero
massiccio dei turisti ecc..
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