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Dott. M. CELI - Federazione
Speleologica Veneta, Commissione Scientifica
Università degli Studi di Padova. Dipartimento di Geografia. Via del
Santo. 26
PADOVA
3.1 Il sistema carsico dell'Altopiano dei 7 Comuni: aspetti geologici ed idrogeologici
L' Altopiano dei Sette Comuni fa parte delle Prealpi Venete.
Geologicamente è formato da rocce sedimentarie carbonatiche
mesozoiche, attraversate da locali filoni basaltici di età terziaria
nel settore occidentale. Schematicamente a partire dai terreni più
antichi la sequenza è riportata di seguito.
Dolomia Principale: dei Trias Superiore, potenza sino ad
800 m,
generalmente in grossi banchi, compatta, saccaroide in cui si sono sviluppate
le grandi condotte sub orizzontali dove scorre l'acqua di circolazione
carsica che alimenta le sorgenti di fondovalle.
Calcari Grigi di Noriglio: dei Giurassico Inferiore, con una potenza
intorno ai 300 m, intensamente fratturati, entro cui si sviluppano
le ampie cavità di drenaggio verticali. Rosso Ammonitico: del
Giurassico Superiore, potenza dai 25-30 m, ben stratificato,
nodulare, anch'essa determina un prevalente drenaggio verticale.
Biancone: del Cretaceo, della potenza di 200-300
m, compatto a
frattura concoide. con frequenti noduli e liste di selce, a
stratificazione minuta con letti di argilla. Tale roccia determina,
assieme al drenaggio verticale lungo le fratture, scorrimenti
orizzontali con formazione di piccoli bacini sospesi, soggetti a
repentini svuotamenti in corrispondenza di zone particolarmente
fratturate.
Scaglia Rossa: del Cretaceo Superiore, solo
piccoli lembi, lievemente marnosa, nettamente stratificata.
Localmente si trovano depositi morenici.
La mancanza di un'idrografia superficiale e la
presenza di numerose forme carsiche, rivelano come la rete di
circolazione interna delle acque sia fortemente evoluta.
Lungo il Canal Brenta, nei punti topografici di
quota più bassa del massiccio, scaturiscono alcune grosse sorgenti
la cui portata complessiva rappresenta circa i 2/3 dell'acqua che si
infiltra in Altopiano.
Le sorgenti carsiche più importanti sono: le
sorgenti dell'Oliero e la sorgente del Ponte Subiolo. Le prime hanno
in totale una portata media di 12 m3/sec, la seconda intorno ai 4
m3/sec.
Il regime idraulico è caratterizzato da
notevolissime variazioni di portata che si possono verificare in un
lasso di tempo brevissimo. Un simile regime determina un unico
periodo di magra prolungata, riconoscibile nei mesi invernali quando
le precipitazioni in Altopiano assumono carattere nevoso ed il
terreno è per lo più gelato, e un unico periodo dì morbida
prolungata nei mesi successivi durante lo scioglimento delle nevi.
Nel resto dell'anno il regime è strettamente legato alle
precipitazioni piovose con tempi di risposta molto brevi.
Altre sorgenti minori sono presenti lungo tutta
la Valsugana, lungo la Valdastico e alla base della scarpata
meridionale. Nella parte sommitale dell'Altopiano esistono alcune
piccole sorgenti di interstrato legate alla fusione delle nevi e
alle precipitazioni, con portate molto variabili e nulle per lunghi
periodi di tempo. Sorgenti perenni in Val Renzola e a Gallio sono
invece sbocchi dì sistemi carsici attivi, sviluppati lungo sistemi
di fratture. Altre sorgenti sono legate alle coperture moreniche di
Vezzena, Marcesina, Roana, Val di Nos e Rotzo. Questi materiali
ritenuti erroneamente impermeabili funzionano in realtà come
serbatoi d'acqua a rilascio continuo e quasi costante.
Un'interessante studio sull'idrogeologia carsica
dell'Altopiano (Gennari, Landi & Sauro 1989) realizzato con l'uso di
traccianti ha confermato che il massiccio è interessato in gran
parte da un unico sistema carsico, in particolare si può affermare
che i due più grandi sistemi di sorgenti di fondovalle (Oliero e
Subiolo) fanno capo allo stesso bacino di alimentazione, che non
corrisponde al bacino idrografico superficiale ma che è influenzato
dalla struttura tettonica, secondo meccanismi tutt'oggi in fase di
studio.
Per la ricerca alla quale si fa riferimento è
stata realizzata un'esperienza con traccianti al fine di ottenere i
tempi medi di percorrenza delle acque entro il sistema carsico
dell'Altopiano. Un colorante è stato immesso in quota nel Ghelpach,
torrente che attraversa Asiago e ne raccoglie tutte le acque reflue,
ed è stato rilevato nelle sorgenti a fondovalle (a 12 km di distanza
planimetrica) a 24 ore dall'immissione, raggiungendo la massima
concentrazione dopo 16 giorni, fino ad esaurirsi dopo circa 50
giorni. Sulla base di questi dati la velocità massima di movimento
delle acque entro il sistema è di circa 460 m/h. valore
particolarmente elevato se confrontato con altri in bibliografia
compresi fra i 25 e ì 400 m/h.
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