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Hertloch CA 1
Loch '87 - Bollettino Interno
| 2111 VVI HERTLOCH CA 1 Unità
Morfocarsica VSC 14
Comune di Asiago
Località: Cima Arsenale
Longitudine 0° 58' 14"
Latitudine 45° 56' 54 ",3
Quota 1825 m. s.l.m.
Sviluppo:210 metri
Dislivello: -170 metri |
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L'Hertloch col suo pozzo di 170 metri costituisce la maggior verticale unica
scoperta finora dal Gruppo Speleologico Settecomuni.
Esistono nell'Altopiano dei Sette-comuni altre due verticali simili e
precisamente gli Abissi I° e III° del Monte Zingarella, rispettivamente di 177 e
176 metri a pozzo unico, ma sono forse un po' meno verticali.
Storia delle esplorazioni
L'Hertloch lo trovammo quasi per caso nell'ormai lontano 10 ottobre del 1982.
Era di sabato mattina e io e Corrado stavamo percorrendo il sentiero che dal
Rifugio Busa del Molton porta verso il crinale del Monte Arsenale alla ricerca
di una fessura soffiante segnalataci da un amico. Ad un certo punto,
chiaccherando, uscimmo dal sentiero principale e ce ne accorgemmo dopo un
centinaio di metri. Cercammo allora di tornare verso monte per tornare sulla via
giusta, passando attraverso un tratto di terreno incarsito e fittamente
ricoperto di mughe quando ci trovammo di fronte ad un pozzo di discreta
profondità.
Dopo quindici giorni ritorniamo e ci cambiamo per scendere il famoso pozzo. Sono
con noi alcuni amici di Valstagna che abbiamo invitato. Scende Angelo fino a -50
m. dove una gran quantità di ghiaccio lo costringe ad aggirare il pozzo fino
alla parte opposta attraverso un terrazzino naturale. Mentre pianta uno spit lo
raggiungiamo in parecchi.
Gettiamo un sasso verso il basso: toc...toc... toc... cronometriamo 8 secondi: e
siamo già a -50 m.!
La corda che abbiamo con noi non basta e perciò si risale.
Tornati a casa consultiamo i manuali e scopriamo increduli che 8 secondi
corrispondono a circa 170 metri, più i 50 già scesi dovrebbero fare 200 m.
minimo! Ci facciamo una bottiglia per festeggiare e ci diamo appuntamento alla
settimana successiva.
Il 1° novembre 1982 armiamo da -50 m. con una corda da 200. Scendiamo fino a -90
m. in una piccola cengia. Qui si intravede sulla parete opposta uno stretto
cunicolo che lasciamo perdere. Altro tiro fino a -130 m. dove il pozzo si
allunga e ci si può fermare in un'ampia cengia. Mentre Loris spitta a -130 m. io
sto frazionando ad una decina di metri sopra di lui. Ad un tratto, sotto ai miei
piedi, dalla parete si stacca un masso di almeno 50 Kg. Lancio un grido per
avvertirlo; lo chiamo varie volte e dopo un po' mi risponde ancora un po'
scioccato. Scendo velocemente fino alla cengia e vedo che fortunatamente non si
è fatto niente. Il masso più grosso gli è passato a meno di mezzo metro mentre
un sasso più piccolo gli ha troncato di netto la parabola del casco. Purtroppo
l'incidente era imprevedibile in quanto il sasso si è staccato dalla parete
apparentemente compatta.
Veniamo raggiunti anche da Franco e scendiamo l'ultimo tiro fino a -170 m. Qui
la grotta finisce senza ombra di dubbio in quanto il fondo del pozzo è formato
da un pavimento detritico perfettamente piatto. Risaliamo rilevando. La
profondità raggiunta non è stata quella sperata, ma siamo comunque contenti per
lo scampato pericolo e non vediamo l'ora di rivedere il sole. La discesa dell'Hertloch
è stata ripetuta una sola volta, credo nel 1984, da alcuni speleologi del CAI di
Malo che nell'occasione, essendo la quantità di ghiaccio a -50 m. molto ridotta
hanno raggiunto il fondo con due soli frazionamenti. (P.R.)
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