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Racconti d’acqua
La prima casa sorgeva di là della strada. Prima, la mia famiglia
abitava là. La prima guerra mondiale li portò al profugato e la casa
fu distrutta dai bombardamenti. Nel 1922 fu ricostruita dov’è adesso e dove sono nato.
Anche il pozzo fu costruito nel 1922 ed era alimentato solo dalle
grondaie della casa: questo perché nei dintorni non esistono
sorgenti.
La cisterna in laste, in fondo al prato, è antica. Mi ricordo la
data - anno 1600 - scolpita sia in lettere romane sia in cifre
attuali, a sinistra della bocca della cisterna. Era stata costruita
per servire le tre case del posto e questo durò fino allo scoppio
della guerra del 15-18. Ma neanche quella cisterna raccoglieva acqua
di sorgente: solo l’acqua piovana che scorreva sulla superficie del
campo. Comunque non ricordo di averla mai vista completamente
asciutta.
Mi ricordo anche che Nato il pastore, quello della “casa del
pastore”, che allora aveva sette-otto pecore, spesso veniva da noi a
prendere acqua per cucinare: credo perché la nostra era più pulita.
Ricordo anche mia nonna che a volte filtrava l’acqua, con un
canovaccio, per eliminare i vermetti rossi che c’erano nel pozzo.
Abbiamo tanto tribolato per l’acqua! Soprattutto per le bestie!
Ricordo che abbiamo anche sciolto la neve per avere acqua per la
stalla! Abbiamo anche segato il ghiaccio della pozza comunale e,
messo un albio ai margini, lo abbiamo riempito con i secchi per poi
portare le vacche ad abbeverarsi.
Abbiamo spaccato ghiaccio con spessori che superavano il mezzo
metro, per un po’ d’acqua!
Non parliamo poi dei giorni che portavamo a casa l’acqua con le
botti, caricate su slitti o su carretti tirati dai cavalli!
Non ricordo con precisione quando è arrivata l’acqua in casa
dall’acquedotto comunale. Di sicuro ricordo che mi sono sposato nel
1969 e si adoperava ancora il pozzo con l’acqua delle grondaie.
Sicuramente è stato alcuni anni dopo, nel 71 o nel 72!
Testimonianza di Silvano Bortoli Capuz, classe 1940, raccolta il
27.06.2004 da Fabio Fronsaglia e Giliano Carli Paris.
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