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Il gruppo grotte del Cai trova un altro “duomo”
Venerdì, 28 settembre 2007 - Il Giornale
di Vicenza
LA SCOPERTA. Gli esperti vicentini sono riusciti a fotografare la meravigliosa cavità grazie agli speleologi regionali
Il mondo della speleologia non finisce mai di stupire. E in
territorio di Vicenza spicca tra gli altri la sezione del gruppo
grotte Cai di Vicenza in modo speciale. Ultima in ordine di tempo, è
una sensazionale scoperta proprio del gruppo grotte berico “Gastone
Trevisiol”. E con tale eccezionale novità il sodalizio vicentino non
poteva festeggiare meglio i suoi 75 anni di fondazione. La scoperta è avvenuta sull’altopiano di Asiago, e ha tenuto
impegnati alcuni speleologi nel corso di svariate uscite e
sopralluoghi, con tanto di rilievi e studi finali. Si tratta di
questo: è stata scoperta una cavità immensa, certamente una delle
maggiori dell’intero altipiano asiaghese. Si trova, geograficamente, nella parte orientale e il suo ingresso
si presenta come una piccolissima apertura verticale profonda 5
metri nella roccia e con dimensioni ridottissime, appena in grado di
far passare soltanto uno speleologo. Però, scendendo, un meandro orizzontale immette in una successione
di due pozzi, uno di 5 e un altro di 20 metri. A metà di
quest’ultimo si apre un nuovo meandro che porta a un enorme,
ulteriore sprofondamento verticale dalle dimensioni davvero
ragguardevoli. Ben 185 infatti sono i metri della sua profondità e
la sezione del suo diametro raggiunge i 15 metri. La discesa di questo pozzo è stata particolarmente difficoltosa per
la presenza di cascatelle d’acqua e alcuni massi instabili, che
insistevano sulle pareti. Ma, alla fine, ne è valsa la pena. Sul
fondo di questa enorme voragine, c’è una specie di “finestra” (ecco
la novità) che porta, dopo un altro «salto di 15 metri sempre in
profondità, ad un vero e proprio salone dalle misure veramente
eccezionali: ben 65 metri per 45, con un’altezza superiore agli 80
metri. Il fondo del salone è completamente ricoperto da enormi
blocchi. Una cascata d’acqua cade zampillando dall’alto, in
continuazione, anche nel periodo di “magra”. Il rilievo di questa
grotta del tutto particolare, date le sue eccezionali dimensioni, è
stato realizzato ricorrendo alla strumentazione mediante raggi
laser.
Nell’ultima sua esplorazione, il gruppo grotte “Gastone Trevisiol”, per poter scattare le fotografie di questi nuovi e
mastodontici ambienti, ha chiesto e ottenuto il supporto tecnico
della commissione fotografica della federazione speleologica del
Veneto (e dalle foto di Antonio Danieli e Claudio Ghiotto si possono
osservare le dimensioni enormi della cavità rispetto alle tre
persone evidenziate in tre punti diversi del “salone” e la sua
ridotta apertura verticale). In conclusione, la profondità massima rilevata è di ben 240 metri. Tuttavia è bene precisare che l’altopiano di Asiago non è nuovo a
scoperte di tale genere. Esistono numerosi altri “saloni” al suo
interno. Vi si trovano pure cavità “verticali” molto più profonde.
La più grande e la più nota è il celebre “Abisso di Malga Fossetta”,
profonda ben 947 metri e già esplorata dal gruppo grotte del Cai di
Schio. In tutto l’altipiano di Asiago esistono circa 2000 grotte, già
esplorate, catalogate e inserite in catasto. Mario Pavan |