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Voragine dei "Tre Cantoni: La prima radio
Il giorno ... novembre 195... si decise di
continuare la spedizione alla Voragine dei "Tre Cantoni" : era il
terzo tentativo.
Schierato il cantiere, discese Rino con il carro
del verricello e in più la grossa corda di sicurezza. Riuscì a
raggiungere un piccolo terrazzino a circa 140 metri di profondità.
Detto terrazzino era esposto alla caduta di tutti i detriti, che si
verificherà in seguito, specialmente facendo scendere le scale. Sul
sopraindicato e in posizione piuttosto scomoda, decidemmo di fare
stazione. Indi rispedirono il tutto mantenendo però il collegamento
telefonico in superficie e Sandro si agganciava e iniziava la
discesa. Giunto a circa una quarantina di metri da Rino, il carro
del verricello trancia il cavo telefonico. In simile frangente
bloccarono le manovre e cercarono di collegarsi a voce, ma per un
fenomeno di rifrazione, i due uomini che si trovavano in profondità
sentivano le parole nitidissime, però loro per quanto urlassero non
riuscivano a farsi intendere. Dopo parecchio tempo, Rino riuscì a
far capire di far scendere Sandro fino al terrazzino. E qui i due
dovettero stare per quasi 5 ore senza nessun collegamento con la
superficie, avendo rispedito sia il cavo che la sicura con la
speranza che riuscissero a far scendere fino a loro il cavo
telefonico, il quale però si fermava in una piccola cengia. Fu gioco
forza buttar giù le scale fino alla cengia e così Valerio, in
posizione acrobatica, riuscì a far passare il cavo. Rimasero otto
ore su quel terrazzino, fatti bersaglio continuamente di tutti i
detriti che cadevano. Ai loro piedi il vuoto che scendeva per almeno
150 metri.
Fu appunto in questo frangente che si pensò a
quale grande vantaggio avrebbe la radio, non dovendo stendere cavi
di collegamento, i quali rappresentano un pericolo costante per lo
smuovere dei sassi. Inoltre si logorano e consumano, dando luogo a
dispersioni e indebolimento di voce e, quasi in ogni spedizione,
combinano seri guai attorcigliandosi alle scale o alla sicura o
all'uomo che scende, con conseguenze difficili da immaginare e
spesso si è costretti a tagliare.
Decidemmo per la Radio e così entrammo in un
campo vasto che doveva trovare seria applicazione e, forse più
avanti, una entrata per la società.
Dicembre. Riuscimmo ad avere in prestito dal maestro amico Mario un
Hendi - Toki, piccolo ricetrasmettitore e iniziò un periodo lungo di
esperimenti e prove.
Particolarmente si dedicarono Rino e Sandro, sacrificando per
parecchi mesi tutte le loro sere libere e spesso anche qualche mezza
giornata.
Fu l'inizio di una lunga serie di acquisti, sia materiale da lavoro
che apparecchi già costruiti. Come laboratorio avevamo adattato la
camera di Rino al n. 18 dell'Albergo Excelsior e da qui tentammo i
primi collegamenti con grande gioia della Signora Perini, la quale
alla prima occasione rispedì Rino e Sandro e tutto il laboratorio.
Finimmo così alla Scuola Industriale, dove
peregrinammo da una stanza all'altra, ma alfine adattammo un altro
laboratorio. Qui, nuovi esperimenti e altri guai che combinarono.
Ma piano piano ora si incomincia a fare qualche
collegamento, magari di qualche centinaio di metri, ma per loro era
una cosa formidabile.
Intanto avevamo acquistato due M.K.38 e una M.A.K.22.
Più avanti, con un cambio, barattammo la T.S.3 Marelli che doveva
diventare il pezzo forte.
Non è possibile elencare quante ricerche facemmo
di materiale radio abbandonato durante la guerra, ma più di qualche
valvola e qualche altra cosa non trovammo.
Collegamenti Asiago - Termine - Castelletto - Gallio - Turcio -
Kaberlaba - Foza - Lusiana Cobbaro - Cesuna - Canove - Fiara.
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